Nell’Adesso.

“Come as you are: I’ll be here, waiting for you.”

Dove ti ritiri, quando fato e vento ti sono contrari?
Quando il cielo si fa scuro e tra notte e dì non v’è più differenza, dove volgi il tuo sguardo?

È Dio ad abbracciarti, in quei giorni bui?
È il morbido seno della tua amante ad accogliere il tuo volto stanco, le lacrime del tuo sconforto?
Torni con il ricordo alla casa in cui hai trascorso gli anni dell’infanzia?

Descrivimi con minuziosità il tuo antidolorifico più efficace:
dimmi cosa ti protegge dalle avversità quotidiane,
cosa ti solleva da terra al punto da permetterti di fluttuare, sospeso, per un giorno.
Ed un altro ancora.
Ed ancora.

“Come as you are: I’ll be here, waiting for you.”

Lascia che il Silenzio vibri ancora un po’ più a lungo, qui, nello spazio fra di noi.
Su questo silenzio, quando lo vorrai, lascia che io possa udire il suono della tua perseveranza.
Su questo silenzio, quando lo vorrai, poni delicatamente la colonna sonora del tuo (r)Esistere.
E’ questo forse il battito del tuo cuore?
Il ritmo lento e costante del tuo respirare?

In questa notte così buia, quali sono i colori con cui dipingi la speranza?
Sono il rosso acceso dei papaveri, dispersi nel bagliore dei campi di grano?
E’ l’aurora del mare in Primavera?
L’ambra d’una spiaggia deserta, in dolce contrasto con lo zaffiro delle acque profonde?

Riesco ora quasi a toccarlo, l’antidoto ai tuoi mali.
E’ liscio come seta e, al contempo, morbido e caldo come il più sincero degli abbracci.
E’ confortante accarezzarlo, lievemente.
Scivola tra i polpastrelli come sabbia fine e, se immagino di portarne un po’ verso il viso, ne posso respirare l’inconfondibile Aroma: è il vociare della cannella al di sotto del quale, sospinta dal pungente zenzero, fa capolino la timida dolcezza della vaniglia.

“Come as you are: I’ll be here, waiting for you.”

Di questo parlami per un pomeriggio intero e stringimi forte la mano perché voglio farti sentire la mia presenza, la mia non-invadenza: il mio esser semplicemente qui, al tuo fianco.
E qui sarò a dirti quanto le tue parole siano preziose.
Lo sono perché mi raccontano delle tue fragilità: in questo mondo di Superman immuni alla kryptonite, questa tua condivisione ha un valore inestimabile.
Io non parlerò molto: mi limiterò ad ascoltare.
Mi limiterò ad ascoltare e, se proprio qualcosa te lo dovessi dire, ti direi ti non preoccuparti perché i Superman immuni alla kryptonite non esistono.
Perché neanche i Superman esistono, e questo significa che non sei il solo.
Sei, forse, solo un po’ più coraggioso degli altri, poiché hai scelto di non nascondere più le tue debolezze.
Sei, forse, solo un po’ più speciale degli altri, poiché hai scelto di venirmi incontro, donandomi la tua fiducia.

“Come as you are: I’ll be here, waiting for you.”

Andiamo, ora: c’è ancora parecchio cammino da fare.
Chilometri di strada ancora da coprire, contro il gelido vento dell’inverno o rinfrancati dal caldo sole dell’estate.
Ci sono ancora orme, tracce da lasciare, prima che la linea tenda a ripiegarsi su stessa, come a voler chiudere il cerchio.
Come a voler comprendere il Significato.
A voler lasciar un senso di compiuto.

Enso

 

“Come as you are: I’ll be here, waiting for you. Forever.”


In corsivo, citazione tratto dal brano “Endetidstegn” dei Manes.

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