1 · Non è.
Non è lo sguardo languido con cui Cecilia impreziosisce ogni nostro incontro:
non sono i suoi lunghi capelli corvini, curati e profumati,
né la tensione a cui quel turgido seno sottopone il cotone del suo vestire.
Non è neanche il modo in cui sa riportarmi ad una tarda adolescenza,
età che rivivo ora nella consapevolezza dell’adulto:
non è, infine, neppure il suadente sorriso con cui delicatamente schiude la morbidezza delle sue labbra.
2 · È.
Lo spazio da noi condiviso è la piena libertà di abitare la più radiosa delle gioie o la più monocromatica delle disperazioni:
in entrambi gli estremi ed attraverso tutte le cromie intermedie Cecilia sa esserci permettendomi semplicemente di essere,
discreta compagna di un viaggio che termina laddove io sappia ridere delle mie disgrazie o godere delle mie virtù.
Con grazia ci muoviamo,
quando muoversi è necessario,
verso lo spazio da cui io riesca a soddisfare autonomamente i miei bisogni:
con grazia ci muoviamo,
quando muoversi è necessario,
nelle canarine giornate di Sole radiante come nei grigi pomeriggi pioggia battente.
3 · Sono.
In cambio le dono tutta la libertà di cui possa aver bisogno,
anche quando per lei assumo gli impermanenti ruoli di amante, fratello, padre o gemello.
Per lei resto, infine, nel permanente ruolo di compagno di viaggio,
al suo fianco tra tumultuose rapide o acque calme,
fino al delta in cui trovi soddisfazione quel suo bisogno ancora aperto:
a lei resto presente anche quando accompagnarla significhi lasciarle tutta la libertà di questo mondo,
tutta la libertà di cui possa aver bisogno.
4 · Siamo.
Intimi compagni di vite che, attraverso le Stagioni, sono rimaste piuttosto vicine senza mai diventare una sola:
forse, con Cecilia, la magia è proprio qui.
Due vite rimaste intime,
attraverso le Stagioni,
senza mai diventare una sola.
Walk in and out of rooms
Fall in and out of Love