Liquidi

Quelli quasi adulti inalavano l’aria fresca della sera.
Quelli quasi adulti accendevano sigarette,
sorridevano a brindisi solitari con rumorosa ipocrisia,
approcciandosi alla Primavera come risultava loro più naturale.

I più giovani saltavano in piscine mai troppo profonde,
sfiorando lanterne che parevano saltare con loro.
I più giovani saltavano tra i sorrisi dei quasi adulti:
dall’aria fresca della sera all’acqua fresca della piscina,
con spensieratezza saltavano.

Gli altri già dormivano o (così ci piace immaginare) da lontano osservavano in silenzio, sorridendo con malinconia.

Liquidi in bottiglie e bicchieri,
liquidi in piscine,
in corpi umani,
liquidi contenuti,
liquidi con contenuti.

Liquidi fluivano, senza anagrafiche variabili, verso la prossima Stagione.

Liquidi fluivano, senza anagrafiche variabili, come fluidi immiscibili con un Tempo che pareva non appartenerci quella sera e che, forse, non ci era appartenuto mai.

Come fluidi immiscibili,
continuavamo a fluire.

PresenzAssenza.

Non c’è la prevedibile credenza popolare nel mio scrivere,
quella stessa che associa nefasti presagi al 17, soprattutto se questi precede un weekend.

Non c’è la superstizione,
non c’è la prevedibilità.

Non c’è la pretesa della comprensione:
forse c’è, tra gli assenti, anche la reale intenzione della condivisione.

Ci sono azioni fuoritempo,
impegni e appuntamenti che (non riuscendo ad incastrarsi nel rigido tic-tac che invano cerca di scandire l’intangibile) mutano in non-impegni,Continua a leggere…