PresenzAssenza.

Non c’è la prevedibile credenza popolare nel mio scrivere,
quella stessa che associa nefasti presagi al 17, soprattutto se questi precede un weekend.

Non c’è la superstizione,
non c’è la prevedibilità.

Non c’è la pretesa della comprensione:
forse c’è, tra gli assenti, anche la reale intenzione della condivisione.

Ci sono azioni fuoritempo,
impegni e appuntamenti che (non riuscendo ad incastrarsi nel rigido tic-tac che invano cerca di scandire l’intangibile) mutano in non-impegni,
svaniscono come fiabesche occasioni mancate, come chiamate perse da numeri anonimi.

Non c’è neanche più il chiacchiericcio del volgo,
non ci sono (e mai ci son state) neanche l’invidia o l’infantile confronto mascherato da non costruttiva competizione.
I giudizi sono da tempo lasciati a coloro che si sentono in grado di proferirli,
ché ai miei occhi restano ingestibili e, mi si perdoni la poca audacia, preferisco non usare mezzi che non saprei controllare.

C’è un venerdì sera stanco,
un’afosa estate oggi forse inconcludente,
come una zanzara che disegna ripetitivi ed astratti simboli tra pavimento e soffitto.

C’è il mio cane che se la dorme ad un metro da qui,
ci sono i Portishead che suonano dallo stereo che sta ad un metro dal cane che sta ad un metro da qui.

Non c’è neanche più il mio blog,
per questo vi annoio direttamente da qui:
non c’è più il mio blog,
ma è rimasta la voglia di scrivere cose che (per qui esplicitata mia incapacità comunicativa) apprezzeranno in due (e, di quei due, io faccio parte).

Resta il cambiamento dell’inevitabile crescita nella coerenza di ciò che neanche gli anni, con la loro crescente frenesia, riusciranno a cambiare.

Tele-comando frequenze che si fermano su All Music: Caparezza live?
Deve essere serata da giochi di parole dunque.
Magari ritardo di una manciata di minu-ti-tac-tic-tac,
magari ritardo lo spostamento dal divano al letto.

Sì, magari lo ritardo,
che questo venerdì in fondo ci tiene alla coerenza, e finirà con un addormentarsi fuori tempo come le azioni che hanno preceduto.

Sì, magari vado a letto quando neanche il venerdì 17 ci sarà più,
quando avrà lasciato il posto ad un sabato decisamente più maturo, formalmente maggiorenne – diciamo.

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